Si apre in una nuova scheda

Come verificare l’accessibilità di un sito: cosa trovano i test automatici e cosa no

L’accessibilità di un sito si verifica con due livelli di test. Gli strumenti automatici trovano una parte dei problemi, in pochi secondi. Il resto emerge solo utilizzando il sito come farebbe un utente reale, con la tastiera e con uno screen reader. Se ti fermi al primo livello, ottieni un risultato rassicurante e incompleto.

Perché non basta un test automatico?

Perché uno strumento automatico controlla il codice, non l’esperienza. Vede un’immagine senza testo alternativo o un contrasto troppo basso. Non può sapere se il testo alternativo ha senso, se il percorso da tastiera è logico, se un messaggio d’errore viene annunciato alla persona che non vede lo schermo.

Nell’audit che ho fatto per Datrix uno scanner automatico avrebbe trovato 3 problemi su 13, cioè il 23%. Gli altri 10 sono emersi dai test da tastiera, con lo screen reader e dalla revisione del design. È un solo caso e non una media del settore: ti dice però che un punteggio verde di uno strumento non equivale a un sito accessibile.

Cosa trovano gli strumenti automatici?

Sono utili come primo passaggio, perché individuano gli errori ripetuti e misurabili. Il report WebAIM Million 2026 ha analizzato la home dei primi milione di siti: il 95,9% ha errori WCAG rilevabili, 56,1 in media per pagina. Sono gli errori che un programma riesce a vedere, quindi il quadro reale è peggiore.

Cosa controlla lo strumentoCosa non può controllare
Contrasto tra testo e sfondoSe i colori comunicano il significato anche senza vederli
Presenza del testo alternativoSe il testo alternativo descrive davvero l’immagine
Etichette mancanti nei campi dei moduliSe l’errore di un modulo si capisce e si corregge
Link e pulsanti senza nomeSe l’ordine di lettura e di navigazione ha senso
Struttura dei titoliSe un menu o una finestra si usano senza mouse

Strumenti come WAVE, axe e Lighthouse sono un buon punto di partenza. Due avvertenze: guardano solo lo stato della pagina in cui li lanci, quindi menu, finestre e contenuti che si aprono vanno controllati a parte; e un punteggio non è una prova di conformità. Il livello A, AA o AAA indica quanto è ambizioso il criterio, non quanto è grave l’errore.

Cosa si scopre solo con i test manuali?

I problemi che bloccano davvero chi usa il sito in modo diverso dal tuo.

  • Tastiera. Molte persone non usano il mouse. Se non riesci ad aprire il menu, a compilare il modulo o a chiudere una finestra con Tab, Invio e Esc, per loro il sito non funziona. È anche il test più rivelatore.
  • Screen reader. È l’unico modo per sapere cosa sente una persona cieca: se i titoli, i link e i campi hanno un nome comprensibile, se gli errori e i messaggi vengono annunciati.
  • Zoom e schermo piccolo. Chi ha una vista ridotta ingrandisce la pagina. Il sito deve restare leggibile e utilizzabile senza che i testi si taglino o si sovrappongano, come chiede il criterio sul riflusso delle WCAG 2.2.
  • Elementi interattivi e dinamici. Cambi di stato, messaggi di errore, conferma di invio di un form, testi di aiuto, aggiornamento di un filtro, aggiunta di un prodotto al carrello, errore in un checkout. Questi sono i problemi che bloccano le conversioni del tuo sito.

Dove arriva la verifica manuale, il riferimento sono le WCAG 2.2 a livello AA, spiegate nell’articolo su cos’è l’accessibilità web e i 4 principi.

Posso verificare il sito da solo?

Sì, per un primo controllo, e ti dice già molto. Prova tre cose in dieci minuti:

  1. Naviga la home e un modulo usando solo la tastiera. Se ti perdi o resti bloccato, hai trovato un problema serio.
  2. Ingrandisci la pagina al 200%. Se qualcosa si rompe, succede anche ai tuoi clienti con la vista ridotta.
  3. Lancia uno strumento automatico gratuito e guarda gli errori di contrasto e le etichette dei campi.

Questo non sostituisce un audit: ti dice se c’è un problema, non quanti sono né come correggerli alla fonte.

Quando serve un audit di accessibilità?

Serve quando devi sapere con certezza dove sei. Succede in tre casi: stai per rifare il sito, vendi online o offri servizi che rientrano nell’European Accessibility Act, oppure un cliente o un bando ti chiedono una conformità dimostrabile.

Un audit di accessibilità WCAG unisce i due livelli: strumenti automatici, test manuali da tastiera e con screen reader, e un elenco dei problemi con la correzione proposta per ciascuno. Se non sei sicuro di rientrare tra i soggetti obbligati, leggi come sapere se l’EAA ti riguarda davvero.

Articolo pubblicato : 14 Ottobre 2026

Articolo aggiornato : 14 Ottobre 2026

Faq - domande e risposte

Come verificare l’accessibilità di un sito?

Con due livelli di test. Gli strumenti automatici trovano solo una parte dei problemi: nel caso Datrix il 23%. Il resto emerge dai test manuali da tastiera e con screen reader. Un audit di accessibilità combina entrambi.

Esiste uno strumento che dice se il mio sito è conforme alle WCAG?

No. Un strumento automatico segnala errori, non certifica la conformità: molti criteri richiedono una valutazione umana. Un punteggio alto non basta a dire che il sito è accessibile.

Ogni quanto va ripetuta la verifica dell’accessibilità del sito?

Dopo ogni modifica importante: nuovo tema, aggiornamento dei plugin, nuove pagine o moduli. Le regressioni di accessibilità sono frequenti proprio perché nessuno le controlla dopo un aggiornamento.

Fabio Canetto

Specialista accessibilità web. Certificato IAAP WAS. NVDA tester.

Fabio Canetto specilista accessibilità web